Cammino di San Vili, perchè no?

La vera casa dell’ uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.

cit. Bruce Chatwin

Quest’anno, per tantissimi motivi che non sto ad elencare, le mie vacanze estive saranno “casalinghe”. Nel senso che non andrò molto fuori dai confini regionali.
Si è vero, sono stata sui Pirenei una settimana a giugno, ma in agosto, considerato l’unico periodo che potrò staccarmi dall’ufficio, me ne resterò a casa. Anzi no.

In realtà, avendo sempre tanta voglia di camminare e desiderando da un po’ di tempo di andare a Santiago di Compostela, sto prendendo in seria considerazione di affrontare un cammino trentino: il Cammino di San Vili.

Si parte da Trento, precisamente dalla Cattedrale di San Vigilio, il Santo a cui è dedicato questo sentiero e si arriva a Madonna di Campiglio, in centro. Ci sono due percorsi segnati dalla Sat, uno alto e uno basso, questione di maggior o minor dislivello, da 5 a 6 giorni in tappe, esiste anche  qui la carta del pellegrino, la Credenziale, su cui apporre i timbri dei passaggi, si cammina attraverso luoghi molto belli dal punto vista sia paesaggistico che culturale, è lungo poco più di 100 km….chi me lo fa fare oggi di andare lontano quando ne ho uno fatto su misura qui?

Sono una paladina del Trentino, dico sempre che bisognerebbe conoscere ciò che ci sta vicino prima di andare lontano quindi la mia settimana di ferie la trascorrerò proprio qui, a casa mia.

Il percorso. Importante è conoscere bene cosa si affronta quindi le sei tappe nel dettaglio, i luoghi che si incontreranno lungo il tragitto. Riporto il cammino basso per le sei giornate preso dal sito dedicato, (qui è al contrario, partirò dal punto 6 a ritroso fino allo 0).

La preparazione dello zaino. Altro punto focale di un cammino, lo zaino, perché deve contenere massimo il 10% del peso corporeo della persona che lo porta (che deve essere un po’ allenata….) quindi attenzione a portare solo cose utili. Abbigliamento comodo da trekking, scarponi e calzettoni, antivento e antipioggia, avere sempre dell’acqua anche se in Trentino tra fontane di paese e torrenti, acqua se ne trova, una torcia, un minimo di cassetta da pronto soccorso per le emergenze e da non dimenticare assolutamente la macchina fotografica per tutti gli scorci da immortalare.

Non vedo l’ora di conoscere questo tratto di Trentino da una prospettiva diversa, nuova, perché così, a piedi da Trento alle Dolomiti di Brenta non lo avevo mai visto e nemmeno pensato.

Ovviamente documenterò tutto, nei minimi particolari, nel bene e nel male….

Partirò il 12 agosto (farà fede un selfie vicino alla fontana del Nettuno di Piazza Duomo) e per sei giorni, fino al 17 quindi, girerò tra villaggi di montagna e boschi verso le Dolomiti di Brenta.

Ci sono poi le strutture consigliate per i pernottamenti e per mangiare. Come sapete adoro il cibo quindi un giorno sicuro pranzo al sacco ma gli altri cinque mi fermerò a gustare qualche prelibatezza, in agritur o rifugio. Ad esempio l’hotel Le Vallene di Vallelaghi o il b&b Baita Bariselita, davvero molto carina a Terlago, lo splendido Agritur Athabaska che è pure una fattoria con tanti animali come lama, husky e vacche scozzesi o la Locanda Itinerande di Andogno… insomma, per tutti i gusti!

Non mancherò infine, di entrare nelle bellissime chiesette dipinte indicate lungo il percorso o Castel Stenico e tutti gli spettacoli che la natura mi offrirà come la Forra del Limarò

Allora, chi viene con me?

ps: la foto di copertina non c’entra molto con il cammino ma è l’unica foto decente che ho con uno zaino sulle spalle. Alla fine ci sta, dai.

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