Asini e BioLupo. Un viaggio alla scoperta del luppolo trentino.

Fine agosto, inizio settembre. Periodo di vendemmia, di raccolta…il magico momento in cui l’uva é pronta, dolce al punto giusto per trasformarsi in vino. Con un’estate così calda, questa annata in Trentino sarà formidabile. Siamo abituati a vedere persone tra i filari che staccano grappoli dorati o scuri dalle pergole trentine, ai profumi che ricordano il mosto che si sente camminando nelle campagne … mentre cosa inconsueta è vedere un gruppo di persone avvicinarsi a piante che assomigliano più a incroci tra ortiche, rovi e altri vegetali infestanti e che si stagliano su lunghi pali verso il cielo turchese con appese tante piccole e morbide pigne verdissime.

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‘Cosa staranno facendo?’ ho pensato. Ecco, poco dopo l’ho scoperto, seguendoli in questo evento organizzato da due piccole, ma grandi, aziende del Primiero, che fra poco conoscerete. Tutti a raccogliere il luppolo trentino per produrre una birra artigianale con materia prima esclusivamente del territorio, riconoscere le differenze tra varietà dai nomi molto particolari come Perle, Hallertau, Taurus. In campo, due guide d’eccezione: Fabio Simoni del Birrificio artigianale Bionoc e Massimo Scalet de l’Agritur Dalaip dei Pape che ci hanno accompagnato in questo percorso (prima e unica esperienza in assoluto che si ripeterà ogni anno in questo periodo..) dalla raccolta alla cotta in birrificio per la produzione della BioLupo. Ma non bastava una semplice passeggiata già resa fantastica dal paesaggio regalato dal verde Primiero con vista sulle maestose Pale di San Martino. Insieme a noi c’era un gruppo di simpatici asini che hanno portato il prezioso bottino direttamente nelle mani di Nicola, il mastro birraio. Noc, il suo soprannome, ci ha raccontato come si produce una birra artigianale, le differenze tra una e l’altra, quanto luppolo serve per produrre una BioLupo. Secondo voi quanto ne serve? Ve lo dico io: per una cotta di 1.200 litri di BioLupo servono 20 kg di luppolo. Vi invito a segnarvi l’indirizzo per scoprire questa giovane azienda, curiosa, con un sacco di progetti in cantiere, tra cui quello di coltivare questa materia prima green (in tutti i sensi…) in ogni valle del Trentino così da esaltare le peculiarità di terreni diversi con biodiversità assolutamente tipiche di quei luoghi. Per il momento sono in Val di Non, in Valsugana e appunto in Primiero. Ma volendo abbinare le birre artigianali di Fabio e Nicola, quali ricette si possono proporre? Rimanendo sulla Strada dei Formaggi delle Dolomiti vi sfido a non innamorarvi della cucina della famiglia Scalet presso l’Agritur Dalaip dei Pape dove regna l’attenzione al gusto e alla qualità. Non potete perdervi i piatti della tradizione, esaltati dai prodotti dell’azienda, un assaggio delle loro conserve e confetture e una visita agli animali della fattoria. Ultima nota: alla fine del percorso, durato tutta la mattina, abbiamo degustato la birra insieme ai salumi dell’Agritur con pane e formaggi locali e infine la casada, panna e ricotta freschissime con confettura di piccoli frutti rossi di produzione sempre Dalaip. Bontà celestiale, in una giornata perfetta. E non aggiungo altro.