In Vallarsa, tra capre camosciate, boschi di noccioli e cucina d’altri tempi

Primi giorni d’ottobre. Primi giorni di freddo in montagna. Io li ho trascorsi in Vallarsa, in mezzo a pascoli e a boschi di noccioli e faggi, insieme a 120 capre camosciate. Il meteo non è stato molto clemente con noi ma è riuscito a dare un’idea perfetta dell’inizio dell’autunno. I colori delle foglie stanno iniziando a cambiare, si incendiano di mille gradazioni  di gialli e di rossi..e anche se gelo e umidità sono riusciti a entrare nelle mie ossa, non nego che la nebbiolina, l’erba bagnata e il fruscio delle fronde grazie al vento mi regalano un’energia incredibile…
A me è sempre piaciuta questa valle, autentica, selvaggia. Devo riconoscere che mi  ha davvero sorpreso per i diversi luoghi in cui ci si sente bene, quasi a casa.  Ho conosciuto Patrizia e Maurizio, i gestori di malga Streva. Accudiscono i loro simpatici animali simili a camosci, 3 cani e alcuni gatti che adorano dormire vicino alla stufa. Mantengono il territorio, hanno addirittura sistemato un sentiero perfetto per delle passeggiate nella natura. Vicino alla malga c’è il piccolo caseificio che si trova  lungo la strada che unisce il Trentino al Veneto, poco distante dal Pian delle Fugazze. Proprio qui, abbiamo mangiato davvero bene, da Luca al ristorante al Passo, ricette casalinghe come canederli, tagliatelle al ragù di cervo, formaggio alla piastra, funghi…ma le sorprese non sono finite. Di fronte al caseificio dove Patrizia produce degli ottimi caprini (che vi consiglio vivamente di andare ad assaggiare) c’è l’albergo Streva conosciuto in passato dai motociclisti che si fermavano per una tappa. Da giugno è stato rilevato da due ragazze giovani e sempre sorridenti, Federica e Mirca, che hanno molta passione per ciò che fanno. Il loro motto è cucinare con quello che c’è, con quello che si raccoglie, con quello che si trova nel bosco. Cercano prodotti locali non distanti da dove si trovano. Vi consiglio di passare da loro e assaggiare gli gnocchi di ricotta, rigorosamente di capra (indovinate di chi?). Infine a qualche km da loro in direzione Rovereto, si trova l’albergo Aurora, gestito anche qui da due sorelle. Un albergo che ricorda una locanda, di quelle dove ci fermava per una sosta in quei lunghi viaggi in carrozza…se vi capita, fermatevi. Si dorme molto bene e la colazione è superlativa! Qui sotto vi lascio una carrellata di immagini di queste giornate che riassumono ciò che abbiamo visto.

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